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Preti - Puntata 9
Venerdì 23 Luglio 2010 13:37    PDF  | Stampa |  E-mail

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Nuovo paesaggio italiano: il progetto fotografico presentato da Oliviero Toscani
Mercoledì 16 Giugno 2010 15:05    PDF  | Stampa |  E-mail

Utilizzare l’obbiettivo fotografico come arma nella lotta contro la distruzione del paesaggio italiano: è questo ciò che vuole ottenere il celebre fotografo Oliviero Toscani, in collaborazione con l'accademico dei Lincei e direttore della Scuola Normale superiore di Pisa Salvatore Settis, il vicepresidente del Fai Marco Magnifico, e l'imprenditore edile, nonché viticoltore presidente della holding Terra Moretti, Vittorio Moretti, con il progetto “Nuovo paesaggio italiano” che, attraverso le foto, un archivio multimediale, un sito internet come contenitore culturale, un'esposizione collettiva di Mms e video inviati da privati cittadini in costante aggiornamento, vuole denunciare il degrado ambientale in Italia. «Siate delatori contro lo scempio paesaggistico, fate sì che la fotografia diventi utile memoria storica dell'umanità » invita Toscani, che con le immagini ricevute creerà un’unica composizione fotografica: avrà la forma a torciglione di un segmento di DNA, ma lungo circa 100m che verrà esposto in ogni città, a partire dalla prima mostra che si terrà a Suvereto, presso la cantina toscana Petra progettata da Mario Botta, sabato 10 luglio. Quella promossa dal fotografo è una vera e propria mobilitazione pubblica a livello nazionale che servirà a scrollare tutti quanti e, in particolar modo, la classe politica affinché si adoperi a prendere seri provvedimenti contro chi danneggia il paesaggio, nonché rimediare ai danni che ormai sono già stati causati sia dall’uomo stesso che dalla sempre più incalzante industrializzazione. Toscani ha poi precisato che «non vuole essere nè nostalgico nè conservatore. Ambientalismo vuol dire costruire il necessario e costruirlo bene». Per partecipare al progetto, è sufficiente collegarsi alla pagina web, appositamente creata.

 
Obama sulla marea nera: «il futuro dell’energia pulita è adesso»
Mercoledì 16 Giugno 2010 13:36    PDF  | Stampa |  E-mail

L’America, e gli Stati Uniti specialmente, ne hanno passate davvero tante nel corso della loro storia: la guerra mondiale, lo sbarco sulla luna, il disastro economico del ’29 e, last but not least, l’attentato dell’11 settembre 2001. E in tutte queste occasioni, il popolo americano si è schierato su un unico fronte in quella che può essere definita una missione nazionale. Questa volta, il presidente Obama ha chiesto al suo popolo di unirsi per fronteggiare il disastro provocato dall’esplosione della petroliera nel Golfo del Messico e, nel suo discorso pronunciato dall’Ufficio Ovale, ha detto che  «Bp dovrà pagare per il disastro provocato dalla sua irresponsabilità». In giornata, il Presidente incontrerà incontra i vertici della multinazionale BP: ordinerà al presidente Carl Henric Svanberg e all’amministratore delegato Tony Hayward di «accantonare ogni risorsa necessaria per compensare i lavoratori e le imprese danneggiate dalla marea nera». Ma i negoziati con la Bp continuano. Nodo cruciale è se i lavoratori dell’industria del greggio rimasti senza lavoro per la moratoria sulle trivellazioni debbano essere indennizzati da Bp. Inoltre, Obama ha incaricato il segretario Marina Ray Mabus, ex governatore del Mississippi, di riportare la regione del Golfo del Messico alla sua particolare bellezza e ricchezza. La marea nera, ha detto Obama, «è una epidemia, non la crisi di un momento e i suoi effetti dureranno mesi e perfino anni». Paragonando il disastro del Golfo del Messico alla guerra in Iraq, il Presidente ha promesso che l’America combatterà questa perdita con tutti i mezzi disponibili e per tutto il tempo necessario. L’obiettivo di Obama è quello di trasformare il più grande disastro ambientale degli ultimi tempi in una valida occasione per sfruttare di più le energie provenienti da risorse rinnovabili, piuttosto che i combustibili fossili: «il futuro dell’energia pulita è adesso. Le conseguenze dell’inazione sono davanti ai nostri occhi: ogni giorno mandiamo quasi un miliardo di dollari della nostra ricchezza in paesi stranieri per comprare petrolio. Mentre oggi guardiamo al Golfo del Messico e vediamo una regione minacciata nel suo sistema di vita da una minacciosa nuvola di petrolio. La tragedia che ha toccato le nostre coste è un richiamo doloroso e forte per farci capire che è giunto il tempo di adottare le energie pulite per il futuro e di lanciare una missione nazionale che liberi le potenzialità dell’innovazione americana prendendo in mano il nostro destino».

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Giugno 2010 13:40 )
 
Isola di Ponza: scoperta discarica in un canale
Mercoledì 16 Giugno 2010 14:20    PDF  | Stampa |  E-mail

Il responsabile Rapporti istituzionali e coordinatore per il Lazio del Movimento ecologista europeo – Fare Ambiente, Piergiorgio Benvenuti, è seriamente preoccupato per le isole dell’arcipelago pontino. Innanzi tutto, a due mesi dalla terribile frana avvenuta a Ventotene, sotto la quale hanno perso la vita le due studentesse 14enni Sara e Francesca, ancora non si è provveduto a mettere in sicurezza l’intera zona; un’altra preoccupazione viene dai collegamenti dal porto di Anzio e i pontili a Ponza, proprio ora che sta per iniziare la stagione estiva e i turisti assaliranno nel vero senso della parola le isole di fronte alla costa laziale. A tutto ciò si aggiunge un’ultima scoperta: «oggi è la volta di una segnalazione ricevuta da Ponza, da un gruppo di cittadini guidati da Biagio Vitello, che ci segnalano un inizio di discarica in un canale che affaccia sulla baia di Chiaia di Luna, più volte segnalata al comune, ma che rimane lì ad inquinare e deturpare uno dei panorami più affascinanti dell’arcipelago – ha detto Benvenuti – Alcuni lavori in quel tratto dell’isola, alla Falesia di Chiaia di Luna sono stati avviati, un muretto ed alcune panchine, senza però considerare la sottostante discarica di amianto, lavori che verranno completati non prima del 18 agosto, pertanto con la stagione estiva ampiamente avviata. Chiediamo l’intervento immediato per bonificare la discarica di amianto che ci è stata quest’oggi segnalata a Ponza. Fare Ambiente Lazio, intanto, in questi giorni provvederà ad implementare un Osservatorio, con tanto di indirizzo per ricevere segnalazioni dei cittadini sosarcipelagopontino fareambiente.it, idee di tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo delle isole pontine, in particolare su tematiche inerenti sicurezza, promozione turistica e difesa ambientale dell’arcipelago».

 
Premier colpito al viso dopo il comizio: " Sto bene, sto bene". Ma resta in ospedale
Lunedì 14 Dicembre 2009 11:53    PDF  | Stampa |  E-mail

Silvio Berlusconi è stato colpito al viso da un uomo che teneva tra le mani una statuetta subito dopo il suo comizio in Piazza Duomo, a Milano, in occasione della cerimonia di avvio del tesseramento al Pdl. Il premier è stato raggiunto al volto da una statuetta usata come oggetto contundente attorno alle 18,20, mentre si attardava nel salutare i fan che lo avevano raggiunto alla base del palco. Tra questi si era però infiltrato anche un individuo che, arrivato fino a ridosso del luogo in cui era parcheggiata l'auto del presidente del consiglio, è riuscito ad eludere la sorveglianza e a mettere in atto il suo proposito. Già durante il comizio Berlusconi era stato contestato da un gruppo di persone che si trovavano sul lato destro del palco. L'autore dell'aggressione non faceva tuttavia parte di quel gruppo e da quanto è stato possibile accertare ha agito da solo. Berlusconi ha subito accusato il colpo, si è accasciato con il labbro sanguinante ed è stato fatto sedere all'interno dell'automobile dagli uomini della sua scorta, mentre altri agenti di polizia riuscivano a fermare l'autore dell'aggressione e a sottrarlo alla folla che avrebbe voluto linciarlo. L'oggetto sferrato contro il premier sarebbe una riproduzione in miniatura del Duomo, di quelle vendute in tutti i negozietti di souvenir presenti in diversi punti della piazza. Una prima ricostruzione dell'accaduto l'ha fatta Doriano Riparbelli, responsabile organizzativo del coordinamento regionale del Pdl: «Un simpatizzante ha chiesto a Berlusconi di poterlo fotografare, poi ha tirato fuori il portafogli per dargli il biglietto da visita - ha riferito Riparbelli -. Berlusconi si è spostato per stringere la mano di altri simpatizzanti e a quel punto il contestatore lo ha colpito con una statuetta». Secondo il coordinatore regionale del partito, il premier «ha fatto come se stesse per svenire, poi si è tirato su, lo ha guardato negli occhi, è risalito in macchina, ha cercato di uscire dall'auto per parlare al contestatore e chiedergli la ragione del gesto. A quel punto la scorta ha trattenuto Berlusconi dall'uscire, è stato soccorso subito dal suo medico personale ed è stato portato al San Raffaele». Un testimone, interpellato da SkyTg24, ha raccontato che la persona che ha aggredito il capo del Pdl «non sembrava normale». «L'aggressore - ha poi spiegato Ignazio La Russa che si trovava vicino al capo del governo - l'abbiamo preso immediatamente, grazie alla polizia che l'ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti». L'uomo si chiama Massimo Tartaglia, classe 1967, residente nell'hinterland milanese, e non risulta avere precedenti penali. Per lui è stato formalizzato l'arresto con l'accusa di lesioni personali aggravate dalla qualità della persona offesa e dalla premeditazione perché in tasca gli è stata trovata anche una bomboletta di spray al peperoncino. Secondo quanto riferito dalla Digos, non risulterebbe associato a movimenti antagonisti. Risulta invece che da dieci anni è in cura al Policlinico di Milano per disturbi mentali. In rete sono subito comparsi gruppi che inneggiano a lui per il gesto compiuto:"Santo subito", "Sposami" sono alcuni degli incitamenti apparsi su Facebook. Intanto il padre dell'uomo, Alessandro Tartaglia, raggiunto dai cronisti nell'abitazione di Cesano Boscone ha spiegato: "Votiamo Pd, ma non abbiamo mai incitato all'odio verso il premier. Se avessimo immaginato cosa voleva fare Massimo, lo avremmo fermato». Berlusconi ha iniziato a sanguinare copiosamente dal labbro. E' stato trasportato all'ospedale San Raffaele, alla periferia est della città, vicino agli studi Mediaset, per essere visitato e medicato, ma prima di ripartire dalla piazza ha voluto mostrarsi nuovamente ai suoi sostenitori nel tentativo di rassicurarli sulle sue condizioni. Il primo bollettino dell'ospedale parlava di perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. Il primario del reparto di anestesia e rianimazione , Alberto Zangrillo, medico di fiducia del premier che si trovava in piazza al momento dell'aggressione, ha poi spiegato che la prognosi è di 20 giorni in quanto la tac ha evidenziato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. «È molto scosso, abbattuto e dispiaciuto», ha detto il primario. Al termine degli accertamenti medici, Berlusconi ha ricevuto una telefonata dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha voluto esprimergli personalmente la sua solidarietà. «Sto bene, sto bene» ha detto Silvio Berlusconi mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso del San Raffaele per essere trasferito in una stanza di ospedale. Il premier è stato trasferito in corsia steso in barella, in maniche di camicia, con una borsa del ghiaccio sul volto. Mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff, che lo ha raggiunto in ospedale ed è a lui che ha precisato di sentirsi bene. Poi il premier ha ricevuto la visita di diversi amici e esponenti politici e a loro ha detto di essere «amareggiato» per «questa campagna di odio». «Questo - ha spiegato - è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...». Berlusconi, che ha chiesto invano ai medici di dimetterlo subito e di permettergli di tornare nella residenza di Arcore, a tutti ha ripetuto di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. «Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni». Al di là dell'amarezza, il Cavaliere ha sottolineato di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. «Sono ancora qui e non mi fermeranno».

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Dicembre 2009 13:17 )
 
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