Firmata dalla regia di Alberto Carbone, da anni affermato regista nell'ambito degli short-movie, il corto vuole raccontare una storia che procede vorticosamente alla fine di una giornata qualunque.
Esasperando il concetto di rumore, il nostro registra usa tutti i suoni disponibili sia interni all'appartamento sia esterni, come i rumori creati della città.
Un corto che procede con ritmo intenso fino all’epilogo, quando alla fine della giornata il rumore iniziale sembra ripartire nuovamente.
Dal taglio divertente e umoristico, lo short movie tenta di rappresentare le difficoltà che quotidianamente viviamo se abbiamo a che fare con una città chiassosa e una casa affollata.
Caratterizzante è anche l’uso della sinfonia classica, altro suono che va ad aggiungersi ai tanti, ma che a differenza degli altri svolge la funzione importante di filo conduttore.
Certo che alla fine del corto ci si alza un po’ più agitati dalla sedia!
Alberto, come nasce l?idea molto originale di questo corto?
Ho sempre avuto una particolare attenzione e passione per la sincronizzazione tra immagini e suoni.
Dalla visione dello short movie emerge l'uso prevalente di tutti i suoni e rumori concepiti nel nostro quotidiano. Cosa vuole trasmettere?
I suoni diventano l'elemento conduttore primario senza la quale le immagini perdono la loro forza (o la comicità), secondo me; poi, oltre ad una semplice funzione di divertimento, il cortometraggio vuole rimarcare come , sia nella vita reale, sia nella fiction, il suono, i rumori e la musica rivestano un ruolo fondamentale, spesso influenzando le nostre azioni quotidiane.
Alla fine, il nostro protagonista sembra impazzire, ma il rumore riparte e il cerchio sembra non avere mai fine, a cosa vuole alludere? E perché?
Il loop di una situazione esasperata, rientra a mio avviso, nella mia idea di comicità che nasce dall'esasperazione di una situazione già forzatamente alienante e stressante.
Vivere il quotidiano sembra ormai un?impresa e il corto ne esaspera i suoi tratti. Sono così anche le sue giornate?
Non proprio, ma ho una figlia adolescente, e come tanti, vivo in un condominio... e male sopporto i rumori molesti:-)
Con questo corto ha partecipato alla 2° Edizione del Festival Internazionale del Cortometraggio. Perché crede abbia riscosso tanto successo?
Mi fa molto piacere sapere che qualcuno apprezza i miei lavori:-)... credo che la fantasia, il ritmo suoni-musica-immagini, le espressioni del protagonista, siano un mix divertente per chi ama il genere.
Curato da Silvia D'Addazio












