Oggi è la volta di un giovane gruppo toscano: i "Maneggiare con cura". I quattro membri, Francesco, Adriano, Giulio e Michele, svelano nelle loro composizioni il loro appeal alternativo, seguendo però diverse traiettorie, in un viaggio, come lo definiscono loro stessi, "allucinato, all'interno del percorso suono". Provengono da Lucca e sono attualmente impegnati nella registrazione del loro primo lavoro in studio, "MCC", composto da brani inediti e cover; tra queste c'è la rielaborazione di "Mio fratello è figlio unico", che vi proponiamo alla fine dell'intervista, il brano di Rino Gaetano rivisitato in passato anche dagli Afterhours.
Come nascono i Maneggiare Con Cura?
I Maneggiare Con Cura nascono nel 2010 e sono Francesco alla voce, Adriano (al basso, Giulio alle chitarre e Michele alla batteria. Veniamo da varie esperienze musicali, esperienze che hanno dato vita a ciò che noi definiamo AlternativeMK51. Nel progetto iniziale MK51 doveva rappresentare il morbo, ovvero l'impossibilità di discernere il reale; nell'unione delle nostre esperienze abbiamo poi trovato la maniera di "districare i nodi" e questa fusione l'abbiamo denominata appunto AlternativeMK51, dal nome della causa di tutto.
Ci parlate della vostra musica?
La nostra musica è l’unione di svariati generi musicali, un viaggio allucinato all'interno del percorso suono: suono come stimolazione della percezione visiva contemporanea attraverso parole e musica.
Ci sono artisti che vi hanno influenzato più di altri?
Le nostre influenze sono molteplici, ognuno di noi ha preferenze che vanno dal pop al metal estremo, ma crediamo che in generale tutta la musica creata col cuore sia degna di considerazione. Per citare qualche nome: Pat Metheny, Tool, Kate Bush, Meshuggah, Animals As Leaders, Verdena, Rino Gaetano, tutta la scena prog italiana ed inglese degli anni ’70, Frank Zappa, Deftones.
C'è qualche brano dell'album a cui siete particolarmente legati?
Non c’è un brano particolare a cui siamo più legati, diciamo che c’è un unico filo conduttore che tiene unite tutte le nostre creazioni, vorremmo vederle più come un tutt’uno che si evolve nell’arco del tempo insieme alle nostre esperienze personali.
Nell'album trova spazio anche la cover di un brano di Rino Gaetano: secondo voi qual'è la sua eredità a distanza di trent'anni dalla sua scomparsa?
Rino Gaetano ha fatto sì che ognuno di noi si facesse delle domande in merito a ciò che all’epoca circondava il popolo italiano. Le sue erano canzoni che all’apparenza potevano risultare superficiali, ma che al loro interno, leggendo tra le righe, svelavano verità nascoste e scomode per chi deteneva il potere. Cercava di comunicare ciò che si nascondeva dietro la realtà apparente; con un’ironia che solo lui era capace di avere.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Ad oggi stiamo procedendo alla registrazione del nostro lavoro MCC, a cui abbiamo dato precedenza assoluta. I progetti futuri sono di poter promuovere il lavoro con attività live, dato che la nostra finalità è uno scambio diretto con il pubblico. Ci vediamo presto sotto il palco!
di Gabriele Orlandi











