"Nemico di classe" è uno spettacolo di vita che non si dimentica facilmente. Dopo 32 anni da che Nigel Williams raccontò dei sei studenti teppisti della 5°C ritornano in scena grazie all' audacia ed all'onestà intellettuale di Massimo Chiesa ed al talento di attori come Luca Avagliano; Gabriele Bajo; Nicola Nicchi; Daniele Parisi; Giovanni Prosperi; Carlo Zanotti; Marco Zanutto. E' uno spaccato di quello che imperversa tra i giovani odierni. D'indiscutibile attualità è una piece permeata da un profondo valore formativo che racconta la condizione alienata e alienante di un gruppo di studenti che si ritrovano a vivere quel disagio giovanile sempre più frequentemente di cronaca e matrice di efferati gesti.
La noia che genera mostri e libera, in maniera brutale, la parte più oscura di noi stessi. Contro l'appiattimento, contro la monotonia e la consolidata routine quotidiana che scade in falsi idoli e valori violati nella loro essenza, "Nemico di classe" è un modo per esorcizzare mancanze e lacune socioculturali nonché strutturali che sbatte in faccia la crudeltà della parte umana più oscura. Un grido d'allarme contro il razzismo dilagante, contro l'ignoranza ed una violenza gratuita, immotivata ed estremamente demenziale che diviene pretesto subdolo e grottesco per esprimere un malessere dilagante e semplicisticamente incompreso ed incomprensibile. Malgrado le tematiche trattate lo spettacolo diverte il pubblico fino a lasciarlo, alla fine, senza respiro.
La storia è quella che accomuna sei ragazzi chiusi un un'aula di una scuola alla periferia di una grande città. Abbandonati, isolati dal mondo, sono soli, in attesa dell’arrivo di qualcuno che li possa salvare e introdurre nella vita, quella reale o presunta. Non solo isolamento forzato ma anche emarginazione volontaria che genera noia e violenza: i volti sono quelli delle cronache più attuali: i ragazzi di Nettuno che per noia decidono di dare fuoco ad un immigrato indiano, sono quei ragazzi che violentano una ragazza nei bagni la notte di capodanno, sono quei ragazzi che torturano un ragazzo down e riprendono tutto con il telefonino, sono quei ragazzi che bevono e si strafanno durante i sabato notte. Una generazione disperata, simbolo del fragile equilibrio fra crescita e ribellione, tra bisogno di riscatto sociale e necessità di far piazza pulita di ogni potere costituito Sono ragazzi che si adagiano sull' omologazione mentale negando alla propria intelligenza un modo per venir fuori ed al proprio futuro un modo per evolversi in divenire.
Repliche dal 18 Aprile al 13 Maggio - Teatro della Gioventù - Genova












